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Iniziamo col dire che i complottisti, cospirazionisti e affini non esistono. Sono infatti tutti attori ingaggiati per creare contenuti mediatici virali, il cui scopo è manipolare le persone.

Pensateci bene: com’è possibile che oggi qualcuno creda che la terra è piatta? O che sia contrario al vaccino? O che sostenga che finanzieri e governanti siano alieni/satanisti/pedofili?

In una rinnovata strategia della tensione mediatica, le adunanze di “cospirazionisti” spingono il pubblico moderato a temere gli estremismi e a votare di conseguenza: i cospirazionisti rinsaldano l’estremismo di centro, esattamente come i terrorismi degli anni ’70.

Chi ordisce questo complotto?

Media (dalle testate giornalistiche ai social) e organizzazioni politico-sociali (partiti, movimenti, associazioni ecc.) hanno in comune l’interesse di occupare il campo visivo e mentale degli utenti, ma possono riuscirci solo attraverso attività spettacolari.

Le teorie cospirazioniste permettono una sceneggiatura perpetua che si muove per negazioni dell’esistente, altamente spettacolari (giacche arancioni, gialle, cartelli folkloristici, mascheramenti ecc.) e divisive: una partita di calcio delirante dove tutto è possibile. Ed è lucroso riprenderle e parlarne.

La domanda allora diventa: come possiamo impedire ai cospirazionisti di manipolarci?

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