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L’economia fondamentale

Sembra che la palese insufficienza delle democrazie\liberali\occidentali\capitaliste – insufficienza a garantire un ambiente salubre, un lavoro sicuro in ogni senso, un servizio sanitario adeguate alle “sfide della globalizzazione”, una “giustizia giusta”, un’istruzione che veramente faccia scuola, un’amministrazione efficiente e “amica” ecc. – susciti la Schadenfreude di molti. Purtroppo la loro alternativa non va oltre Cuore, ma di Comencini.

Necessità, per le democrazie liberali, di ripensare qualcosa: non sono all’altezza dei loro propositi. Ridimensionare i propositi sarebbe antistorico, ripensarne radicalmente il perseguimento invece è necessario.

Le masse si sono accorte di non stare meglio con meno sanità pubblica (anche se fra gli anni Novanta e il Duemila sembravano pensarla all’inverso), ma non sanno rispondere a chi dice che è un carrozzone fra i tanti che non possiamo mantenere. Non viene loro in mente che non c’è motivo per cui il servizio pubblico, salvo fornire il servizio, non debba mantenersi da solo: chi dice che un ospedale non possa anche fare cassa con modalità consone? (Rileggere il “Collettivo per l’economia fondamentale“). Se il politico o l’amministratore pubblico si mostrano duri di comprendonio sul punto, sostituirli alla prima occasione.

Stiamo uniti, tutto andrà bene

La presa d’atto della fragilità corrisponde a un trauma, come tale, appena passata l’imminenza del pericolo, sarà rimossa. Ma sicuramente sulle “cause” i polemisti camperanno una vita. I talk politici saranno deplorevoli e il termine “cringe” diventerà di colpo insufficiente (si renderà necessario un suo supplemento: bio-cringe? necro-cringe? fobic-cringe? pandemic-cringe?).

E se tutto questo fosse successo perché è venuta meno la protezione di Emanuele Severino sull’Italia?

Il contagio, oltre un trito citazionismo manzoniano, richiama l’immaginario zombie. L’unico che ha capito l’essenza orrorifica dello zombie è Romero. I suoi zombi rincoglioniti non spaventano, come gli attuali, perché corrono e sbranano (sopravviere è questione di cardio-fitness e corsi di sopravvivenza), ma devono spaventare perché sono tanti. Come i contagiati. Come in The Walking Dead dove anche i vivi sono portatori sani del contagio, e diventano zombie solo quando muoiono. Alla fine tutti lo beccheranno e i pochi sani alla lunga cadranno per sfinimento. (Il vero finale del film di Romero dovrebbe vedere un gruppetto di “negativi” rintanatati in uno sconfinato ipermercato, ormai obesi e alienati dalla segregazione, che si lasciano mangiare vivi mentre s’ingozzano l’ultima merendina). Boris Johnson – una parte per un tutto – in qualche modo lo ha capito, almeno al momento, e questo richiede di per sé un approfondimento di questo personaggio, di ciò che rappresenta.

Tutti si sorprendono della mancanza di fratellanza in Europa. Immaginano i paesi e i cittadini come bravepersone, sembrano non credere nel peccato originale. Il che va bene, ma finiscono col credere nell’uomo e non va bene. Già il credere è una fissazione, credere poi nella fratellanza di cose astratte come gli stati è delirante. E’ più ragionevole vedere nell’UE una “banda” si dice in Millepiani: ogni stato è dentro per ragioni di interesse, basta perseguire il proprio senza danneggiarsi troppo a vicenda. Comportarsi bene e scambiare favori crea buoni rapporti, dimostrarsi chiacchieroni e inaffidabili no. In tal caso, bene che va, ti mettono a fare il palo nelle rapine e spifferano subito il tuo nome.

Irresponsabile!

L’irresponsabile è un nuovo personaggio, un nuovo sentimento. Dopo il corrotto, a cui si contrappone l’onesto, ora vediamo il disgusto e la rabbia colpire chi manca di senso civico, di auto e etero tutela. Bisogna comprendere il panico collettivo, basta non incoraggiarlo (specialmente sminuendolo, perché poi cresce). Per questo, nell’irresponsabile, non c’è tanto il libero pensatore o lo spavaldo quanto l’idiota, il minus, il tapino. La razionalità, in presenza di situazioni che lo richiedono, non incoraggia ma nemmeno stigmatizza la superstizione, al limite la asseconda senza esserne connivente. L’irresponsabile è inadeguato fino alla scelleratezza e colpire lui significa colpire la propria inadeguatezza.

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