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Proviamo a isolare alcuni elementi della complessa matassa di eventi iniziata il 21 gennaio.

Massa e potere

In primo luogo un disallineamento fra il potere e la massa. Il potere ha emesso norme che hanno richiesto di essere rafforzate in quanto la massa non ha compreso la gravità della situazione (gravità su cui possiamo discutere il merito, ma non l’involucro emergenziale che ha assunto a livello della comunicazione politica e istituzionale).

Lavoro=Io

Due. Risulta sempre più chiaro che il lavoro permette alle persone di non impazzire, di non perdere l’identità e il ritmo vitale. Chi passa la giornata fuori casa a lavorare, improvvisamente inchiodato alla sua dimensione domestica, realizza per cosa sta lavorando e desidera fuggire, si annichilisce, smatta. La classe dirigente, a sua volta, realizza sempre più che la massa democratica è molto più brutta di come la si dipinge: preferisce assaltare i supermercati, ma resiste con tutte le forze a essere dispersa in quarantena.

Il cittadino giudicante

Tre. L’individuo non accetta di vivere, o non può, o non può più, o non ha mai vissuto, in una realtà disinteressata. Non si muove per un naturale moto vitale verso mete, ma si muove di giudizio in giudizio. Se non può giudicare la situazione, il governo, la protezione civile ecc. non sa formulare una rappresentazione della realtà. Non è mosso dal piacere ma dalla legge, o meglio il suo desiderio è spinto alla legge anziché al piacere. Istinto giudicante primitivo insito nella “cittadinanza”: giudicare è il risvolto essenziale dell’altisonante “responsabilità”.

Rimonta della competenza

Quattro. Una specie di tronfia “rimonta della competenza”. Sotteso compiacimento dell’essere “virologi”, principio di autorità sotteso a quello di epistemocrazia sotteso a quello di meritocrazia. Differenza necessaria fra virologia e politica sintetizzata nell’igiene. L’igiene non bada al consenso, non media, discrimina essenzialmente, è un evento che sfugge a ogni patto.

Pragmatismo e falsi dilemmi

Cinque. Pragmatismo anglossassone. Il premier B.J. dice che bisogna accettare di perdere qualcuno e sperare nell’immunità di gregge. L’Italia vuole salvare quante più persone possibile. Alla fine si vedrà quanti morti saranno e si vedrà se ha ragione la Gran Bretagna (una pandemia di corona virus ha un tot numero di morti, amen) o l’Italia (salviamo i salvabili e chiudiamo il paese). Da quale parte sta la libertà, da quale la sicurezza? Ma soprattutto, chi dei due sta agendo con la sospirata competenza, se per competenza intendiamo l’agire con meno danni e più vantaggi?

E poi…

Sei. L’informazione mostra una clamorosa mancanza di competenza. Gli editori dovrebbero investire con più intelligenza.

Sette. Status metafisico del contagio. Il tempo è sospeso. Il mondo è ovattato. La città è sottovuoto.

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